feb
13
2009
3

Dove c’è Baricco, c’è casa

Data imprecisata, 2007, Arcavacata, nel mio appartamento universitario. Voglia di leggere qualcosa, qualsiasi cosa purché sia un buon libro. Entro nella camera di Francesco e vedo sul comodino un libro mezzo impolverato, copertina grigia.

Alessandro Baricco
Oceano Mare

Già sentito questo Baricco, mi sa che è uno famoso.
Ma lo stai leggendo? No… se vuoi puoi prenderlo. Ok, grazie.

Mi innamoro di quel libro. Resta sul mio comodino per più di un anno, non voglio restituirlo. Ogni tanto lo riapro, e rileggo quelle frasi che mi hanno aperto una finestra nella mente. Una finestra sul mare.
 
 
Dodici gennaio 2009, Acri. 23 anni, e voglia di uscire per l’ultima volta prima della partenza, la grande partenza. Il libro è ancora sul mio comodino, ma non posso portarlo dietro, devo restituirlo. Chiamo Francesco, ci incontriamo, eccoti il libro, non è che me lo vendi? No, fa parte di una collezione, non posso. Mille grazie lo stesso, allora. Prima di salutarlo, il libro, recupero uno scontrino da una tasca e mi appunto una frase dalla retrocopertina.
E il lettore si trova coinvolto in una fortissima tensione che è soprattutto emotiva, come fosse costretto a capire qualcosa di sé che avrebbe forse preferito gli restasse ignoto.

 
 
Tredici febbraio 2009, Linköping, nel soggiorno del mio corridor. Davanti a un bel piatto di riso alla marinara, da solo. Sento una porta che si apre… è Alejandro, il coinquilino messicano. Lo saluto: Ciao, come va? [in italiano, perché lo parla bene anche se non l'ha studiato]. Bene, bene, mi sto esercitando col mio italiano… sai, sto leggendo un libro in italiano, scritto da.. Alessandro Baricco.
Davvero? Certo, ho letto un suo libro tradotto in spagnolo, e ora lo rileggo in italiano… si chiama Seta. Ma ne ho anche altri…
E io: beh, è il mio autore italiano preferito, ho letto Oceano mare, Castelli di rabbia e City, per ora.
E lui mi fa: aspetta un secondo. Rientra in stanza, prende qualcosa e ritorna. Ha in mano Senza sangue… “Tieni, te lo presto, leggilo, e poi ne riparliamo insieme”.
 
 
Se già prima mi sentivo bene qua, ora sono davvero a casa.

Written by Luigi in: My life | Tag:,

Luigigreco.it - Powered by WordPress. Theme: Aeros by TheBuckmaker.