feb
25
2009
2

Tutto bene

Bandit

Quando qualcuno mi chiede come procede qui, potrei usare millemila parole per raccontargli ogni minimo particolare delle mie giornate. Solo in quel modo riuscirei davvero a rendere chiaro il perché di tutto questo mio entusiasmo. Ma credo sia molto più pratico se mi prendiate sulla parola quando dico “Tutto bene”. Queste due parole, che di solito usiamo sempre e comunque – anche se qualcosa va storto – , nel mio caso descrivono letteralmente la situazione.

Ho finito il primo dei quattro corsi, e sono proprio soddisfatto di come è stato organizzato… forse l’esame poteva essere un po’ meno antipatico di quanto è stato, ma ancora non so nulla dell’esito, e può anche darsi che non sia andato troppo male.
L’altro ieri ho cominciato un nuovo corso, Management Control: roba da veri gestionali, insomma. Sembra un po’ più tosto del precedente, ma d’altro canto sarà più focalizzato in un solo campo, e quindi meno chiacchierologico e più pratico.

Sto approfittando di quasi ogni occasione per andarmene in giro, per scoprire la città e per conoscere gente nuova. E ogni nuovo incontro è una porticina che si apre verso terre e culture a me nuove. Messico, Iran, Brasile, India, Giappone… giusto per citare alcuni fra i mondi nei quali, attraverso i racconti dei nuovi amici, ho dato una sbirciata.
All’Unical le conoscenze più esotiche che ho fatto erano di gente proveniente dalla lontana Reggio Calabria…

Beh, ora torno allo studio… sono in Erasmus, mica in vacanza! :)

Written by Luigi in: My life | Tag:
feb
13
2009
3

Dove c’è Baricco, c’è casa

Data imprecisata, 2007, Arcavacata, nel mio appartamento universitario. Voglia di leggere qualcosa, qualsiasi cosa purché sia un buon libro. Entro nella camera di Francesco e vedo sul comodino un libro mezzo impolverato, copertina grigia.

Alessandro Baricco
Oceano Mare

Già sentito questo Baricco, mi sa che è uno famoso.
Ma lo stai leggendo? No… se vuoi puoi prenderlo. Ok, grazie.

Mi innamoro di quel libro. Resta sul mio comodino per più di un anno, non voglio restituirlo. Ogni tanto lo riapro, e rileggo quelle frasi che mi hanno aperto una finestra nella mente. Una finestra sul mare.
 
 
Dodici gennaio 2009, Acri. 23 anni, e voglia di uscire per l’ultima volta prima della partenza, la grande partenza. Il libro è ancora sul mio comodino, ma non posso portarlo dietro, devo restituirlo. Chiamo Francesco, ci incontriamo, eccoti il libro, non è che me lo vendi? No, fa parte di una collezione, non posso. Mille grazie lo stesso, allora. Prima di salutarlo, il libro, recupero uno scontrino da una tasca e mi appunto una frase dalla retrocopertina.
E il lettore si trova coinvolto in una fortissima tensione che è soprattutto emotiva, come fosse costretto a capire qualcosa di sé che avrebbe forse preferito gli restasse ignoto.

 
 
Tredici febbraio 2009, Linköping, nel soggiorno del mio corridor. Davanti a un bel piatto di riso alla marinara, da solo. Sento una porta che si apre… è Alejandro, il coinquilino messicano. Lo saluto: Ciao, come va? [in italiano, perché lo parla bene anche se non l'ha studiato]. Bene, bene, mi sto esercitando col mio italiano… sai, sto leggendo un libro in italiano, scritto da.. Alessandro Baricco.
Davvero? Certo, ho letto un suo libro tradotto in spagnolo, e ora lo rileggo in italiano… si chiama Seta. Ma ne ho anche altri…
E io: beh, è il mio autore italiano preferito, ho letto Oceano mare, Castelli di rabbia e City, per ora.
E lui mi fa: aspetta un secondo. Rientra in stanza, prende qualcosa e ritorna. Ha in mano Senza sangue… “Tieni, te lo presto, leggilo, e poi ne riparliamo insieme”.
 
 
Se già prima mi sentivo bene qua, ora sono davvero a casa.

Written by Luigi in: My life | Tag:,
feb
10
2009
2

Back from København

Linköping non è affatto noiosa, ma sicuramente non è una città turistica (e lo si capisce dalle difficoltà che ho avuto per trovare delle semplici cartoline). Comunque, è situata in un punto abbastanza centrale per andarsene in giro per la Scandinavia: dista  ad esempio 200 km da Stoccolma, 440 da Oslo, e 460 da Copenhagen.

Dato che a Oslo sono già stato, e che a Stoccolma tutti gli ostelli erano quasi pieni, alla fine sono andato a Copenhagen (København per i danesi). Eravamo 9 amici, e abbiamo beccato un’ostello con una stanza guarda caso da 9 letti (tre letti a castello tripli :) ).

Siamo stati via solo due giorni, ma tutto sommato abbiamo visto tutte le cose più importanti che c’erano da vedere… ecco qualche foto:

Credo che Copenhagen, più che somigliare a una tipica capitale europea, sia più vicina all’idea di una calma cittadina scandinava: si riesce a girare tutto il centro a piedi, ci sono un sacco di aree pedonali, e in fondo non ci sono poi così tante cose importanti da vedere. Ed è un bene, perché, dopo un giorno e mezzo di peregrinare verso la famosa Sirenetta,  il corso principale (Strøget) e la stranissima Città Libera di Christiania, si può iniziare a vagare per le vie, assaporando senza fretta il gusto della città.

Sicuramente da consigliare in primavera/estate… infatti noi abbiamo beccato una bella pioggia il primo giorno, per la quale stiamo ancora pagando le conseguenze!

Written by Luigi in: My life, Travels | Tag:,

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